Passi del silenzio

DA SANT’APOLLINARE IN CLASSE A FABRIANO
SULLE ORME DI SAN ROMUALDO

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VIAE SANCTI ROMUALDI

“Viae Sancti Romualdi muove i primi passi da Ravenna, dove il Santo nacque e fu ordinato abate, e in 30 tappe giunge a Fabriano, luogo che conserva le sue spoglie, attraversando Romagna, Toscana, Umbria e Marche.

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IL CAVALLO DEL MONTE CATRIA E IL LEGAME CON I MONACI DI FONTE AVELLANA – 4 maggio Ore 13,00

IL CAVALLO DEL MONTE CATRIA E IL LEGAME CON I MONACI DI FONTE AVELLANA – 4 maggio Ore 13,00

La presenza di cavalli ad “usum equitandi” a Fonte Avellana risale al 1100, si evince leggendo le epistole di San P. Damiani, (Epist. VI, 7, CXLIV) in cui sosteneva che erano di buona razza e riservati a rifornire le cavallerie delle signorie limitrofe. Nell’alto e pieno medioevo, in questa zona l’allevamento di tali animali di grossa taglia era esercitato soprattutto allo stato brado, solo in pochi casi si ricorreva ad altre forme di allevamento come quello stabulare che non aveva larga pratica presso i coloni. Questa modalità era praticata a Fonte Avellana e prevedeva, in inverno l’allevamento dei cavalli lungo la costa, in stalla o pascoli recintati, e nella stagione estiva il loro trasferimento nei pascoli montani. Il monastero disponeva di una ricca scuderia di cavalli di particolare pregio per razza e prestazioni.I monaci di Fonte Avellana sicuramente se ne servivano anche per far funzionare la posta per tenersi in contatto con gli altri ordini religiosi recandosi da un monastero all’altro. I monaci si impegnavano anche nella gestione delle terre e famiglie, alla ricerca di un bene che metteva l’uomo al centro, e non il profitto. Importante fu la riforma agraria di Fonte Avellana con il priore Albertino da Montone (+1294) che teorizzò la divisione equa dei prodotti della terra tra monaci e coloni, affermando la loro uguaglianza secondo il principio “non servuli sed homines”, perché dove l’uomo è libero il suo lavoro vale infinitamente di più in tutti i sensi. Con i monaci erano gli uomini liberi ad essere interpellati, per lavorare la terra, girare le macine dei mulini, quindi attivarsi in tutti quei lavori considerati degradanti, e che improvvisamente diventarono degni di uomini produttivi e liberi.I loro eredi sono gli stessi che oggi organizzano la Fiera dei cavalli a Chiaserna, orgogliosi di avere una speciale razza autoctona, robusta e rustica, che da secoli agevola l’uomo a gestire la propria libertà. Vi aspettiamo per parlarne il 04 maggio 2023.

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FESTA DELLA TRASLAZIONE DELLE RELIQUIE DI SAN ROMUALDO – FABRIANO MERCOLEDI-7-FEBBRAIO-2024 CHIESA-SAN-BIAGIO-E-SAN-ROMUALDO

Nel cuore del centro antico della città di Fabriano, all’interno della magnifica chiesa camaldolese di S. Biagio, si trova la Cripta dove è conservata la tomba ed il corpo del Santo fondatore dell’ordine: San Romualdo Abbate. Da sei secoli i fabrianesi festeggiano il padre fondatore dei monaci bianchi camaldolesi, ma non il 19 giugno, suo giorno Natale, bensì il 7 febbraio, per commemorare la traslazione del corpo all’interno delle mura cittadine, avvenuta nel 1481.
San Romualdo, dopo tanto viaggiare in tutta l’Europa, scelse come sua dimora una verde valle sulle pendici del monte San Vicino. Qui fondò l’abbazia di San Salvatore in Valdicastro, dove visse e morì nel 1027. Dopo quattro secoli non si conosceva più il luogo esatto dove il corpo del grande Santo fosse sepolto. Le spoglie mortali erano reclamate dalla sua città natale, Ravenna, e nel contrasto con Fabriano si era inserita anche Jesi, che oltre al corpo, voleva alcuni castelli posti intorno alla Abbazia di San Salvatore. Sotto la spinta popolare, i Chiavelli, Signori di Fabriano, corsero ai ripari, tanto che nel 1415, addirittura, modificarono gli Statuti comunali, inserirono l’obbligo per il Podestà eletto di ricercare, trovare e trasferire al sicuro, entro le mura cittadine, il corpo del grande Santo, pena una multa di 50 libre ravennate e anconetane. Solo dopo sessantasei anni di ricerche, scontri con Jesi, avventurose storie e vicende, i fabrianesi riuscirono nell’impresa.
Da quel 7 febbraio 1481, tutti gli anni, si rinnova la festa e la tradizione.”
~ Giampaolo Ballelli ~
La Messa sarà officiata dai Padri Camaldolesi e da Don Antonio Esposito, Parroco della Cattedrale di San Venanzio e della Chiesa di San Biagio e San Romualdo.
In onore della traslazione delle reliquie di San Romualdo, saranno presenti anche i Figuranti di Porta Pisana, perché sono parte di una comunità e di un quartiere, che si riunisce per festeggiare un grande Santo, fondatore dei Monaci bianchi Camaldolesi.
CONDIVIDIAMO CON GIOIA IL POST DI PORTA PISANA – FABRIANO
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